12 DI FUOCO

cose da pazzi e aneddoti sulla carta igienica

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martedì, 24 novembre 2009

MI DISPIACE NON SONO GEORGE BEST

Non mi ricordo che giorno conobbi Andrea,  forse un venerdì. Era di sicuro il giorno in cui avevo smesso di fumare e di alcolizzarmi. Pochi giorni prima avevo iniziato ad avere degli strani dolori al petto, dalla parte sinistra, insomma la parte del cuore. Una notte non riuscivo nemmeno a prendere sonno e iniziai a scrivere pure il mio epitaffio. Che poi non è affatto facile. Sai di dover morire e che scrivi? Non è facile. Mi sarebbe servita una di quelle frasi alla George Best, “ tutto il denaro che ho avuto lo speso, in donne, alcool e droga, il resto lo sperperato”. Purtroppo fino ad ora non ho guadagnato come lui, ma posso essere felice del fatto che quelle volte che ho avuto somme di denaro tra le mani lo sperperato abbastanza bene. Il problema e che la parte peggiore subentra a quella buona, insomma sono come bipolare, non come Rutelli, ( politico italiano di merda), ma è una cosa che è difficile da scrivere, in fondo non sono Sciascia. In ogni caso spero che nel mio epitaffio venga scritto qualcosa sulla mia terra d’origine e sul fatto che ho sempre sognato di fuggire dal piccolo paese, sognando di avere tutto. Bene, ricevere una cartolina da Andrea è stato veramente un fatto piacevole, allorchè mi sono reso conto che quella ragazza della Navarra non si è scordata di me, anche se una sera preferì una festa di lesbiche a me. In fondo siamo democratici e liberalisti, quindi ognuno faccia ciò che vuole, ma quella sera io nemmeno bevevo e non fumavo, ma avrei voluto fare altro. La consulta con il medico fu ottima, pensavo di morire di infarto in poco tempo o all’improvviso, invece avevo solo preso freddo e forse sarei potuto morire di gripe. Andrea alla fine era la migliore ragazza che si poteva incontrare alle 3 del mattino in un paese del Sud della Spagna ad una certa ora. Io non pretendevo tanto, davvero quella sera avere uno scambio diverso da quello intellettuale mi avrebbe fatto sicuramente rilassare e far mancare di più la vita, ma non era quella sera, la mia morte doveva ancora arrivare. Penso veramente che se morissi non ho fatto nulla di buono, eppure l’altra sera aver visto quel bimbo di sei anni in un bar chiedere informazioni sul prezzo delle patatine e dell’acqua mi ha quasi commosso. Un pupo alto poco più di un casco ( si dice così? ) di banane che chiede info è una scena veramente meravigliosa di fronte a tanto schifo nella nostra società. Divago? No ora mi fermo, ho una birra da aprire e altre due nel frigo ad aspettarmi, le sigarette sono al mio fianco, ancora impacchettate e pronte ad essere fumate e poi sono appena le due della notte. Non sarò George Best, perché no ho ne talento ne soldi, ma almeno per una notte ci provo!

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martedì, 03 novembre 2009

LAS CHINAS NO SON TODAS FEAS

En el bario de la Piazza Vittorio Emanuele es todo bastante surrealista comparado con el resto de Roma, creo que se pueda definir como la parte más cojonuda de la ciudad, en mi opinión, claro. Tiene su fascinación, sus cosas bonitas, y además es multicultural. En realidad es decadente, parece que se cae y cuando se ve algo moderno parece raro, absurdo. Pero todo esto, esta mierda del barrio,  (esta buena mierda de barrio) forma parte de una ciudad que es eterna y maravillosa. Me gusta, porque me da la posibilidad de estar en el centro de la ciudad, de poder ir andando a cualquier sitio y me da igual ir hasta Trastevere andando, es un placer. Y hago todo eso eso porque me hace falta es algo que tengo que hacer, lo sé que quizás no tiene ningún sentido, pero no me gusta quedarme solo, no me gusta no hacer nada necesito estar activo. Bien, por eso cojo lo que puedo, busco ojos que me dejen algo, miro las chinas del barrio y me doy cuenta que al final no son tan feas, claro no son como Gong Li, la actriz china, pero las chinas tienen sus cualidades, lo que es una cosa muy buena. Una vez una amigo me conto que se acostó con una china, él había bebido y no sabia que hacer para ponerse, al final la chica china empezo a hacer en todo su cuerpo un juego con la lengua, así que el “niño” de mi amigo se volvio muy muy gordo y feo. Es decir también Roma tiene sus cosas, lo sé, a veces para acostarte con las chicas italianas tienes que trabajar mucho, pero al final somos siempre un buen país y soy feliz de vivir aquí con todo el asco que nos rodea. Así que lo que puedo decir es, venid a Roma, hay de todo, hay las putas y travestis para los políticos, hay pubs y alcohol para ingleses y americanos, hay tiendas de chinos que blanquean dinero de la mafia china, y muchas otras cosas bellísimas que si no las ves en vivo te pueden parecer mentira. Y  las chicas italianas no son tan malas, lo importante es tener el buzón  lleno y  rellenarlo de tonterías...

Lo sabeis que al final somos machistas, nos han acostumbrado así..

Plin plin

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martedì, 20 ottobre 2009

Confessioni di una mente nebulosa

Il matrimonio del mio migliore amico sconvolse tutti i miei piani e tutti i miei concerti, ma per lui  feci di tutto per essere presente, quel sabato autunnale. Faceva freddissimo. Avevo passato tutta la settimana a provare per il tour e il mio cellulare squillava in continuazione era davvero assurdo, non riuscivo nemmeno a scrivere dei messaggi, non avevo il tempo per pensare, che mi chiamavano, amici, conoscenti, giornalisti, marmaglia della Tv, discografici, appassionati di musica, di tutto. Era da tanto che non ci si vedeva con i miei amici, fu una giornata davvero particolare e fu bellissimo ritornare dove ebbe inizio la mia carriera. Alla festa del mio amico, sapevo di ritrovare la mia Lady, la ragazza “ninfa” del mio primo album. Erano state proprio le sensazioni che provavo per lei a farmi scrivere quei testi, quella due prime canzoni che mi lanciarono, significarono anche la fine del nostro rapporto. Tempi bellissimi passati insieme erano terminati in un attimo. Da allora io ero diventato famoso e di lei non ebbi più nessuna notizia. Il mio amico mi disse che al matrimonio la mia lady ci sarebbe stata. Quella notizia mi fece viaggiare senza muovermi, pensando alla mia lady. Con gli occhi aperti iniziai a sognare tutto quello che avevo vissuto a come ero arrivato a toccarla, a sfiorarla. Camminavo per le strade della mia città è sentì all’improvviso addosso il suo profumo, le sue mani, il suo sorriso imbarazzato, la sue battute finte-velenose, i suoi occhi, la sua pelle. Con lei era tutto così semplice e intenso.. Il vento mi raffreddava il viso e il corpo, però non le sensazioni che provavo per lei. Eravamo li, nello stesso matrimonio, nella stessa festa, il dj fece partire delle mie canzoni. Ci vedemmo, ci guardammo negli occhi, non ci salutammo. Io non lo feci, non sarei riuscito a sopportare un suo rifiuto a un mio cenno di saluto. Come era bella, lei, quasi come quella sera a cenare in riva al mare, i capelli al vento e i suoi occhi dentro la mia anima, quella sera mi lascio senza parole. Al matrimonio la mia lady era così, bella, ridente, sensuale, e le sa di esserlo. Tutti avevano voglio di vedermi e di parlarmi, ero famoso, cantavo, andavo in tv, avevo la mia nicchia e mi apprezzavano. Lei no, non so se ascoltasse le mie canzoni, non so se sapeva che facessi, lei non era, non c’era più. Era doloroso vedere una persona con cui avevo vissuto tanti momenti, così distante da me, era una cosa che mi faceva malissimo, eppure lo avevo voluto e non feci nulla per rimediare. Avevo preferito scrivere e soffrire e cantare di lei, piuttosto che stare con lei, mi ero meritato il suo disprezzo. E dopo quel matrimonio confesso, l’unica cosa che vorrei, sarebbe baciarla un’altra volta, con passione e trasporto tenendola stretta e farla sentire bene, dirle davvero quello che sento. Ora posso solo ricadere nell’oblio e sentire di sognare il suo profumo su la mia pelle, perché tutto è questione di sensazioni...   

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martedì, 06 ottobre 2009

IL CADAVERE

Era stata una giornata un po’ particolare. La mattina l’incontro con il ministro, preparare tutto per la sua presentazione, stare attenti a tutto, avere tutto previsto, insomma stare sull’attenti e non per la carica istituzionale del personaggio, ma per il suo semplice e onesto lavoro da fare dal primo all’ultimo minuto nel migliore dei modi. Durante quel atto ufficiale, ritrovò dopo tanti mesi una cara amica che in fondo al suo cuore voleva davvero bene, nonostante i loro attriti. Una che ne sapeva più del diavolo, quel giorno le sarebbe venuta in mente, più tardi, il commissario non sospettava nulla. La sera arrivò in maniera così rapida, che non si capì che era arrivata. L’allarme arrivò dopo le nove, una ragazza era stata rapita. Non c’era tempo da perdere, erano in troppi ad aver visto la scena del sinistro. La ragazza doveva essere salvata. Tentato stupro in pieno centro. La situazione necessità un  uomo forte. La rincorsa si fa dura, passano le ore e speranze di salvarla scendono sempre di più. Passata la mezzanotte arriva la notizia che il commissario non avrebbe mai voluto sapere.  Purtroppo non c’era più nulla da fare, la rincorsa alla ricerca di una valvola di salvezza era stata inutile. Il corpo della ragazza era stato rinvenuto in una boscaglia a pochi chilometri dalla tangenziale. La visione del cadavere fu aberrante. Lo stupratore, l’aveva ridotta in maniera schifosa. Senza ritegno. Senza fermarsi un attimo. Il suo corpo era vergognoso. In quel momento si ricordò della sua amica e dello sguardo della mattina. L’amica, appariva sempre in momenti importanti della vita del commissario. Di li a poco quella ragazza avrebbe lasciato per vari mesi  la città e lui in quel momento ne sentiva la mancanza, come avrebbe voluto averla in quel momento, ma lei non c’era e non sarebbe tornata molto facilmente in tempi brevi. Il cadavere stava li, non si muoveva e alla fine il commissario si fissò sullo sguardo del cadavere, che rideva besfeggiandosi del carnefice, per un ultima volta. Quel cadavere aveva voluto irridere il suo assassinio, ricordando a tutti e al cuore del commissario quello che l’omicida aveva perso per sempre la dignità.

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venerdì, 25 settembre 2009

Los Abrazos Rotos

Ancora ricordo il freddo di quella giornata, faceva davvero freddo ma fu una gran bella giornata. Lei aveva bisogno di calore e io avevo bisogno di liberare il mio cuore. E quella giornata era perfetta. Non ero mai stato al cinema con lei e la presentazione dell’ultimo film del grande regista fu l’occasione che ci unì in quella sala, per più di due ore. Ho ancora il ricordo vivido di quella giornata. “Io che volevo abbracciarti, ma non volevo esagerare, mi piaceva corteggiarti, mi piaceva guardarti essere simpatica con i miei amici, mi piaceva come ti muovevi, quando mi ripetevi le cose cento volte, così che per me era impossibile dimenticare. Ora vivo di quei bellissimi ricordi, di quell’abbraccio che non ti diedi, ma della tua mano che tenevo, del riso salato che ti cucinai, al momento musica nella mia stanza, quando mi chiedesti, “ devi dipingere o scrivere qualcosa nella tua stanza” e io ti dissi che ne avrei sentito troppo la nostalgia. Sono passati mesi, sembra che sia passato un anno, ora voglio solo lasciare su questa pagina i miei ricordi che non cesseranno mai di vivere, non voglio dimenticare, los abrazos rotos, non voglio dimenticare il vino del Corte Ingles che mi portasti, non voglio dimenticare, che anche se per poco tempo hai reso la mia vita felice, sei stata semplicemente las mas linda che mi ha riscaldato il cuore. Ti penserò ancora, nelle notti di pioggia, davanti alla fontana di trevi, quando correrò un’altra volta con il motorino e penserò che se non fosse stato per te, non lo avrei mai guidato”.

Ciao gatina

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lunedì, 21 settembre 2009

ROMA  ATTO TERZO

Cammino per le strade di Roma, non ho mai dimenticato la loro sporcizia, i marciapiedi rotti, i fossi sull’asfalto, la merda dei cani, e il rischio di scivolare quando i marciapiedi sono bagnati. Non si dimentica Roma facilmente, eppure per un po’ ho messo da parte quello che da piccolo era stato il mio sogno Roma. La ciudad eterna! Una polla la città eterna! Roma città di politici, città di gente che mangia sempre, città di turisti incantati dal Colesseo, dove ogni tanto dei cretini con ideali del fascismo picchiano ragazzi che si baciano, ovviamente uomini. Roma, la città dei portaborse, dove paghi un caffè ottanta centesimi, ma per vedere la mostra dei gioielli Bulgari paghi 10 euro, ma sti cazzi? Roma uh che bello uscire per Roma la sera e avere paura delle ronde che magari ti picchiano perché non sei fascista. Roma la città dove i rumeni,  solo loro, secondo l’opinione pubblica fanno male, rubano, violentano le donne. Roma la città del cinema la capitale del cinema, come no, come se ancora ci fossero Vittorio De Sica, Roberto Rossellini a fare film, o ancora Totò a passeggiare per la Fontana di Trevi. Roma i romani, che si credono i padroni del mondo quando purtroppo sono padroni solo della loro fama di quello che sono stati. Roma città fredda, che a una persona non nata li si sente sempre estranea. Immaginate quando si può sentire estraneo a Roma un ragazzo di 18 del Bangladesh che non solo non gira con scarpe e maglie firmate, ma è pure scuro di pelle, che schifo, no, Roma dei miei coglioni. Da anni sono a Roma e mi sono sempre sentito straniero, perché noi italiani siamo così, ci piace farci del male tra di noi. Ma ora basta io non voglio essere come tu vuoi che sia, io voglio cercare di essere me stesso e se per scoparmi una figa devo avere una macchina e invitarla a cena, be sapete cosa vi dico mi faccio una gran bella sega( paja) e vaffanculo. Voglio essere me stesso attendendo quello che di buono verrà, senza dover aspettare quello che ho, ma che non ho. Roma Atto 3 sicuro non positivo, eppure ti voglio combattere non voglio farti vincere squallida e bellissima città.

Ps: x e

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giovedì, 03 settembre 2009

VIAJAR/VIAGGIARE

Ero da così tanto tempo in viaggio che era arrivato il momento di fermarmi. Ne avevo visto di tutti i colori, storie belle, storie brutte, gente bianca, gente nere, cibi buoni, cibi etnici e tant altro. La cosa che mi sorprese di più quando mi fermai, fu che in ogni luogo che avevo visitato, i bambini facevano sempre le stesse cose. Mi ricordo in quella città nel deserto, quei due bimbi di circa 6 anni che giocavano con la palla, come dei novelli Eto’ò e Messi, e in una grande metropoli, li vedevi fare quello stesse cose, cambiavano solo i vestiti, tradizionali e non alla moda, per l’occhio di un occidentale, quelli dei primi e all’ultimo grido quelli dei secondi. Insomma non siamo tanto differenti gli uni dagli altri, eppur esistono sempre differenze e odi tra le gente, per motivi futili, per cose che sono prive di fondamento, insomma para nada.  E così io, in ogni viaggio, mi immergevo totalmente in quello che facevo, lasciando la mia vita e tutti i suoi problemi alle spalle. Ero in viaggio, vedevo posti nuovi, gente nuova, volti, odori, case, tutto nuovo, tutte cose di cui non sapevo l’esistenza, o di cui avevo letto da qualche parte, ma a cui non avevo mai prestato attenzione, insomma in qualsiasi posto del mondo in cui ero sfruttavo al massimo quei minuti, quelle ore che ero li, ed ero felice. La felicità dura attimi, istanti, o forse mesi, dipende da quello che succede attorno a te, è qualcosa che oggi c’è e domani chissà. Ora che sono fermo, non sono per nulla felice, eppure una cosa ho imparato da questo viaggio, a non arrendermi, a non fermarmi al primo intoppo, insomma sono sempre il migliore, finchè c’è vita c’è speranza. Guarda caso una spinta a non arrendermi sono gli occhi verdi della ragazza della porta accanto, per citare un regista a me caro. L’altra sera ero abbracciato a lei e per un attimo ho fatto una foto ai suoi occhi con i miei e da quella notte, non riesco più a dimenticare quell’immagine. La luce veniva dalla mia destra, io sopra a lei … mi guardava e per un istante i nostri occhi si sono uniti e così mi sono sentito felice. Allora la mia battaglia potrebbe essere riuscire a conquistarla a corteggiarla..se questo mi fa stare felice meglio farla, dopo tutto la vita e così breve per non rischiare. Prima o poi il mio viaggio ripartirà, forse meglio di prima, in ogni caso pensare di preparare un nuovo viaggio con il suo sguardo mi fa sorridere, mi fa essere felice, un attimo..il tempo di rendermi conto del mio sorriso spontaneo, come tutto quello che è accaduto con lei. Ora basta, riprendo la mia valigia e si riparte, verso nuovi lidi e orizzonti, non dimenticando i vecchi.

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giovedì, 06 agosto 2009

MADRID

Joder Madrid! Joder! Me encantaste tronca! De  verdad, me hiciste volverme loco por ti! Yo creo que nunca tuve estas emociones por una ciudad..y al fin y al cabo lo consiguiste! En realidad no se come lo hiciste, pero es así, es Madrid. Tu ofreces algo y la gente se lo toma como más le gusta, es cierto que este año he podido hacer lo que me daba la gana, y he podido ser simple, majo, y como siempre feliz y orgulloso de ser italiano. Ningún día he olvidado mi lugar de origen, donde nací, ni nada de lo que dije del puto país donde nací, de mi bellísima nación. Qué guay ser un italiano en Madrid. Y las pivas…  cómo las echaré de menos, muchísimo, ellas me han acompañado en esta aventura. Parece mentira pero este país es un gran país y yo digo chapeau a España y a la gente de aquí. Puedo decir que intentaré cambiar mi país, mi Italia, para que sea al menos por un día como España. Mi América está aquí, en la calle Arenal, en la calle Princesa, en mi calle de Barcelona, y en todos los lugares de este país. Gracias España, gracias amigos, gracias chicas, gracias a todo y gracias a quién inventó el Erasmus, la cosa más bonita del mundo. Un abrazo a todos, y que bueno que vine aqui! Grazie Italia per avermi dato l’orgoglio di essere un buon italiano a Madrid!

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martedì, 21 luglio 2009

UNA PICCOLA STORIA

La musica mi ha sempre accompagnato nei miei viaggi, mi ha aiutato a sognare, mi ha aiutato a riflettere. Quanto sono solo è lei la mia migliore amica e i momenti di solitudine sono tanti, non per nulla un problema. Così alla fine di una settimana a veraneare, si ritorna alla vita di tutti i giorni. Ero davanti all’oceano atlantico, davanti a me a migliaia di kilometri il Marocco, l’alto oceano, sempre più lontano, fino ad arrivare al sud america e alla mia tanto sognata Argentina. Avevo bisogno di andare li, in quella spiaggia desolata, secca se guardi i paesaggi, ma viva e vegeta nell’anima della gente. Una notte, di queste notti in riva al mare, con il mio block notes, giravo per le piccole strade a cercare qualcosa da raccontare. Da un primo sguardo, l’unica cosa che riusciva a vedere erano centinaia di ragazze vestite a puntino e perfettamente truccate e in perfetto stile “moderno”. Ebbene proprio che mi rendevo conto che non avrei trovato nessun appiglio per la mia storia, arriva lei. Stavo nella mia camera nel piccolo bilocale in cui vivevo, bussano alla porta. Mi alzo dalla scrivania e stacco gli occhi dal mio pc e abbasso la radio di canal sur. Apro e trovo una ragazza bionda da uno strano accento spagnolo, che mi capire subito che non è affatto spagnola. Continua a parlarmi e chiedere se può dormire per una notte in casa mia. Bionda, non troppo alta, prosperosa, apparentemente antipatica, aveva degli occhi bellissimi, castano chiari. Anche sua anima era a prima vista nera, i suoi occhi raccontavano un’altra storia. Voleva solo una stanza per una notte. Il mio proprietario di casa si era dimenticato di togliere l’avviso su internet sull’affitto della stanza, così la povera ragazza era arrivata fino alla fine del paese a piedi, perché era il posto più economico. Sola, in vacanza, logorroica, e per giunta bionda tra l’altro finta, da li a poco avrebbe portato un po’ di calore al mio cuore. Da poco la mia donna mi ha abbandonado, diceva che ero troppo serio, non la facevo divertire, non le davo sfoghi! Be forse e vero, d’altronde mi ero sfogato abbastanza con lei e non presi male che pensava questo, ma mi faceva incazzare il fatto che mi lascio. Messo come una pezza a mura da una piccola sciacquetta che aveva il fondoschiena più bello che abbia mai toccato. La bionda fuggiva dal suo paese, problemi familiari, problemi d’amore, ricerca di nuove esperienze. Pur per quanto volesse fuggire da qualcosa e fingeva di essere forte, in realtà lei voleva solo provare un emozione in più, voleva cancellare dal suo cuore una ferita più grossa di quello che volesse mostrare. Non mi disse nulla di preciso, mi parlava senza elencare persone. Finestra, mare, sole, calore, cerveza e pesce fritto, questo le offri e stemmo a parlare tutta una tarde e una notte. Fu bellissimo, lei mi dava le scintille per scrivere la mia storia, mi raccontava di posti, di luoghi che non conoscevo. Finimmo a letto. La mia più bella notte con una donna. Relax, piacere, solo quello! La notte di partenza furono alla fine tre notti. Il mio libro procedeva da solo, avevo già sviluppato il ruolo dell’assassino. Tornava la sera, non la vedevo durante il giorno, mi piaceva stare solo con la musica e il mare. Tre notti, in cui provammo tutte le posizioni, ma soprattutto fu così dolce con me e mi mancava… Sogno, penso all’impossibile, in fondo è solo un amore d’estate e non so se cotinuerà. Se ne andò da un giorno all’altro, non so se la rivedrò, ma senza di lei mi sentivo solo.  Passano i mesi senza vederla e sento il bisogno di vederla, sono impazzito, non ho altra scelta, vado al ponte e mi butterò giù. Non posso più fare a meno di lei….

Aaaaaaaaaaaaaa…oddio che paura..che strano sogno…oddio che sogno che ho fatto…eppure lei esiste, ma ora quanto è lontana da me…

m….

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domenica, 12 luglio 2009

LO SPAF

Ti dirò ti dirò, cuantas vecez hemos dicho estas cosas, solo con il piacere di desfrutar lo que estabamos pasando tio!Esta vez s cencilla la cosa  e perchè non lo faccio da tanto. Stasera sarà diverso, al final è stato bello così anche l'ultimo omaggio che ti abbiamo voluto fare, sappi che i miei capelli difficilmente torneranno ad essere così. Porca puttana! Madrid è ancora vitale, mi aspettano cagne di birra e pivonasos por las calles come sempre, ma alla fine sarò un pò solo, perchè non condividerò queste strane visioni con nessuno. Il concetto Spaf è un concetto un pò strano, non saprei nemmeno spiegarlo, non si tratta di essere froci, si tratta solo di godere di ciò che si, dei momenti belli e dei momenti brutti, grazie allora per tutto tio spaf e vaffanculo te lo voglio dire. Stamattina se acaba buena parte di questo viaggio, forse è già finito, non voglio più tornare e andare, voglio un pò di stabilità, voglio salutare questo mondo di giochi Spaf e lo saluto con un ultimo tuo ricordo. Ieri sera è stata bella è stata bella sempre, anche quando ti raccontavo di chi mi vuole bene e di chi mi vuole male, cuando me contabas de aquella y de la otra..spaf es asi, hemos acabado, pero atras a ti hay otro ejercitos de erasmus pronti a rivivere questa esperienza, questa città, questa vita, come noi! Lo faremo nella nostra bella italia spaf!
A presto compagno, mille grazie e tanto di cappello!

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